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"Rinnovata" Lhasa, annuncia Pechino

Il "rinnovamento" del Barkhor, il vecchio quartiere della capitale del Tibet, Lhasa, è stato "completato", secondo l' annuncio dato oggi dalla stampa cinese. Gli intellettuali tibetani come la poetessa Tsering Woeser, che vive a Pechino sotto uno stretto controllo della polizia, sostengono che si tratta di un colpo al cuore della cultura tibetana. Per le autorità cinesi è stato invece un necessario intervento di carattere igenico e di sicurezza su strutture diventate troppo antiche.

Il termine Barkhor indica il quartiere centrale della vecchia Lhasa dove sorge il tempio di Jokhang, uno dei più importanti per il buddhismo tibetano, ma si estende anche alla "strada sacra" che gira intorno al tempio. Il percorso della strada sacra è un rito che veniva eseguito ogni giorno che dalle migliaia di buddhisti che da tutte le parti del Tibet si recavano in pellegrinaggio nella capitale dove, nel palazzo del Potala oggi trasformato in museo, risiedeva il loro Dio-re, il Dalai Lama.

Woeser ha denunciato il progetto di ristrutturazione sul suo sito web (http://highpeakspureearth.com), affermando che "il circuito sacro intorno al tempio di Jokhang verrà eliminato" e che "tutti i residenti originari saranno allontanati".

Secondo il quotidiano governativo Global Times la ristrutturazione ha portato, al contrario, al miglioramento del sistema fognario e delle strutture per le forniture di acqua e di elettricità al quartiere.

Residenti di Lhasa hanno raccontano all' ANSA che negli ultimi mesi, a causa dei lavori e dei severi controlli di polizia instaurati dopo la rivolta del 2008 e che sono stati rafforzati nel tentativo di mettere fine ai suicidi con i quali 120 tibetani hanno protestato contro la politica cinese dandosi fuoco, il numero delle persone che circumnavigano ritualmente il Jokhang è crollato negli ultimi mesi.

Dato che la maggior parte dei suicidi di protesta - che i tibetani chiamano autoimmolazioni - si sono verificati nelle aree tibetane delle province del Sichuan e del Qinghai, i poliziotti controllano accuratamente tutti coloro che vorrebbero percorrere la strada sacra e allontanano dalla capitale coloro che provengono da queste province o coloro che, cosa frequente tra i tibetani, sono privi di documenti.

Chen Zala, segretario del Partito Comunista di Lhasa, ha dichiarato al giornale che la ristrutturazione del Barkhor ha "rafforzato la protezione della cultura tibetana" oltre ad aver "migliorato le condizioni di vita" dei residenti del quartiere.

Il Jokhang, il Potala ed il palazzo d'estate dei Dalai Lama, il Norbulingka, sono considerati dall'Unesco "patrimoni dell'umanità". Philippa Carrick, presidentessa della Tibet Society che insieme ad altre migliaia di persone ha firmato una petizione per la salvezza della vecchia Lhasa, ha definito "estremamente insoddisfacente" il "silenzio" della stessa Unesco sulla vicenda.

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