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Decine di uomini armati vestiti da poliziotti hanno attaccato in grande stile, in piena notte, un carcere nel centro del Pakistan dove sono detenute centinaia di talebani e di militanti di gruppi estremisti fuorilegge, liberandone decine, forse centinaia.
Secondo fonti della sicurezza pachistana, gli insorti si sono fatti strada grazie ad alcuni kamikaze che si sono fatti esplodere e sono penetrati nella prigione con razzi rpg, mortai e mitragliatrici, ingaggiando un conflitto a fuoco con la polizia e prendendo in ostaggio i degenti di un vicino ospedale e di un'abitazione.
Un portavoce di Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp), Shahidullah Shahid, ha rivendicato l'azione, dicendo che circa 100 mujaheddin sono stati mobilitati nell'operazione nella quale sono stati liberati circa 300 militanti, fra cui diversi capi.
L'assalto è avvenuto Dera Ismail Khan, cittadina a 320 km a ovest di Lahore nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa. Secondo fonti dell'amministrazione locale, gli assalitori hanno liberato decine di combattenti, usando un megafono per fare l'appello dei militanti da liberare.
All'alba le forze di sicurezza hanno ripreso il controllo, dopo ore di scontri, delle installazioni del carcere. Il bilancio provvisorio delle vittime è di otto morti e una decina di feriti.
Il carcere ospita circa 5'000 detenuti, di cui almeno 250 talebani pachistani e militanti di gruppi estremisti violenti, come Lashkar-e-Jhangvi, gruppo armato sunnita che quest'anno ha rivendicato l'uccisione di decine di civili sciiti.
Le autorità provinciali a Peshawar hanno ammesso di aver ricevuto un paio di settimane fa informazioni su un possibile attacco armato nella provincia basato su intercettazioni telefoniche.