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Spagna: aborto, attiviste Femen protestano in parlamento
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Al grido di 'L'aborto è sacro!', tre attiviste di Femen - il movimento in difesa dei diritti delle donne - hanno interrotto questa mattina l'intervento del ministro della Giustizia spagnolo, Alberto Ruiz-Gallardon, al Congresso dei deputati, per protestare contro la proposta di riforma dell'aborto promossa dallo stesso ministro.

Le attiviste, sedute nella tribuna degli invitati del Congresso, si sono alzate durante il discorso di Ruiz-Gallardon e si sono tolte le magliette, rimanendo a seno nudo, con gli slogan pro-aborto disegnati sul petto.

Fra loro c'era anche la leader del movimento spagnolo di Femen, Laura Alcazar. Su ordine del presidente della Camera, Jesus Posada, le tre giovani sono state accompagnate fuori dall'aula e poste in stato di fermo dagli agenti del commissariato, per essere identificate e messe a disposizione dell'autorità giudiziaria.

L'azione è stata salutata da un applauso dei deputati di Izquierda Unida, la Sinistra Unita, che è stato biasimato da Ruiz-Gallardon nel suo intervento.

L'attuale legge sull'aborto, approvata nel 2010 dal governo socialista di Zapatero, consente l'aborto fino alla 14/ma settimana di gestazione, introducendo termini per l'interruzione volontaria di gravidanza, ed equipara la legislazione spagnola a quella di altri paesi europei come Olanda o Francia. Fra la 14/ma e la 22/ma settimana consente l'aborto solo "per grave rischio per la vita o la salute della madre o del feto". Dopo la 22/ma settimana l'interruzione volontaria di gravidanza può avvenire solo se si riscontrano "anomalie nel feto incompatibili con la vita - attestate da un parere di un medico specialista - o quando si riscontri nel feto una malattia estremamente grave e incurabile al momento della diagnosi, confermata da un comitato clinico".

La riforma promossa dal governo del PP sostanzialmente rappresenta un ritorno alla precedente normativa, che consentiva l'aborto nei casi di violenza sessuale, malformazione del feto o rischio per la salute della madre. Ma, per quanto riguarda la malformazione del feto, resterebbe ammesso solo in casi gravi e proibito in quelli di handicap. A differenza della normativa vigente, la proposta del governo prevede la possibilità per le minori di 16 e 17 anni di abortire solo con il consenso dei genitori o dei tutori.

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