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Scandalo vescovo Limburg mette in fuga fedeli cattolici
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Per il passo indietro sembra solo questione di tempo, anche perché la Chiesa non può permettersi di prolungare l'emorragia di fedeli registrata nei giorni scorsi. Il vescovo della diocesi tedesca di Limburg, Franz-Peter Tebartz-van Elst, accusato di aver speso una cifra faraonica nella ristrutturazione del vescovado, nel mirino della giustizia per false dichiarazioni giurate, non potrà restare a lungo al suo posto.

Almeno secondo la stampa tedesca, che nei numerosi editoriali sulla vicenda dà ormai per segnato il suo futuro. Tebartz-van Elst è un "bugiardo" e un "vigliacco", ha attaccato oggi Jochen Riebel, uno dei tre membri del consiglio di amministrazione del patrimonio della diocesi, che teoricamente - se il vescovo avesse fornito le informazioni necessarie - avrebbe dovuto vigilare sui bilanci.

Dalle prime indagini è emerso che Tebartz-van Elst sapeva dell'esplosione incontrollata dei costi quando, lo scorso giugno, ha quantificato le spese in meno di dieci milioni di euro. I 31 milioni di cui si parla oggi, inoltre, sarebbero in gran parte dovuti alle continue richieste del religioso, il cui appartamento da solo sarebbe costato 2,9 milioni di euro.

A questo punto la questione dirimente, ha spiegato oggi il presidente della conferenza episcopale tedesca, l'arcivescovo Robert Zollitsch, sarà la decisione della procura di Limburg. Che da qualche tempo sta valutando se aprire un'indagine formale su Tebartz-van Elst per la ristrutturazione del vescovado. Finora contro il religioso sono state presentate nove denunce. Zollitsch affronterà la questione la prossima settimana a Roma con papa Francesco. Solo il santo padre potrebbe togliere l'incarico a Tebartz-van Elst, qualora questi decidesse di rimanere al suo posto a dispetto di tutto.

Ma la Chiesa non può permettersi di aspettare a lungo, considerato il distacco di numerosi fedeli della diocesi di Limburg. "Solo giovedì 20 cattolici hanno lasciato la Chiesa. Normalmente ne capita uno ogni due giorni", ha spiegato il responsabile amministrativo cittadino. Circa una sessantina di parrocchie locali ha poi annunciato di voler avviare una staffetta di preghiera per una rapida soluzione della vicenda. Intanto un portavoce della diocesi ha reso noto che non sarà pubblicata la lettera di spiegazioni annunciata ieri dallo stesso Tebartz-van Elst in un'intervista. L'addetto stampa non ha fornito spiegazioni, ma l'impressione è quella di un uomo accerchiato, sul punto di cedere.

E pensare che la sede vescovile non voleva essere una manifestazione di lusso sfrenato, ma solo un'opera "capace di farsi ammirare ancora tra 100 anni", ha spiegato alla Süddeutsche Zeitung l'architetto che ne ha curato la ristrutturazione, Michael Frielinghaus. Come commentare, invece, le spese? "Non ho nulla da dire sui costi".

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