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Papa allontana vescovo spendaccione di Limburg, inchiesta avanza
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Il vescovo tedesco spendaccione tiene duro, ma neppure il Vaticano molla la presa sull'inchiesta. Sembra essere questa la sintesi della dichiarazione con cui la Santa Sede ha oggi fatto il punto su mons. Franz-Peter Tebartz van Elst, ordinario di Limburg, accusato di aver speso 31 milioni di euro per ristrutturare la sua residenza in diocesi e del quale i fedeli chiedono a gran voce le dimissioni.

Il vescovo infatti viene allontanato per un periodo dalla diocesi, e diventa subito esecutiva la nomina di un vicario generale che amministrerà i beni diocesani, nomina che invece avrebbe dovuto scattare dal prossimo primo gennaio. Nulla si può dire al momento sul futuro, ma certo non appare così facile e il rientro in ruolo del vescovo a conclusione della inchiesta amministrativa.

Mons. Tebartz van Elst è stato ricevuto da papa Francesco lo scorso 21 ottobre, ma è ancora al lavoro la commissione d'inchiesta sulle spese folli decisa dal Vaticano in accordo con la conferenza episcopale tedesca e con il Capitolo del Duomo di Limburg. Era quindi molto improbabile che, se il presule non avesse fatto un passo indietro spontaneamente, il Papa lo dimettesse senza attendere i risultati del lavoro della commissione d'inchiesta.

La dichiarazione vaticana pubblicata oggi spiega che papa Francesco è "continuamente informato ampiamente e obiettivamente" sul caso di mons. Tebartz van Elst e che la Santa Sede ne ha autorizzato "un periodo di permanenza fuori della diocesi". Inoltre ha disposto l'entrata in vigore "fin da oggi" della nomina di un vicario generale, prima disposta a partire dal primo gennaio 2014. Il vicario è un sacerdote e avrà compiti amministrativi, non è quindi un coadiutore, il vescovo che canonicamente prende il posto dell'ordinario che dovrà poi definitivamente sostituire. Questo sacerdote era già stato designato da mons. Tebartz van Elst, ma la nomina viene resa operativa fin da oggi, cioè il vescovo sotto inchiesta non ha più voce in capitolo sulla amministrazione diocesana.

L'indignazione di popolo per le spese sostenute dal presule - si parla persino di 15 mila euro solo per una vasca da bagno, per giunta doppia - ha ovviamente colpito il Papa, i vescovi tedeschi e in genere la Chiesa, che con il pontefice latinoamericano ha in agenda i poveri e stili di vita che non offendano i poveri. E la vicenda non è ancora chiusa.

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