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Un tribunale speciale del Bangladesh ha condannato a morte oggi 152 militari con l'accusa di essere stati coinvolti in un ammutinamento avvenuto nel febbraio 2009 in una caserma di Dacca. Lo riferisce l'edizione online del "Daily Star". I giudici hanno anche condannato all'ergastolo 160 degli 823 imputati, tra cui alcuni politici, ed altre decine a pene detentive pluriennali, mentre 271 sono stati assolti. I soldati condannati sono ritenuti responsabili del massacro di 74 persone, di cui almeno 57 ufficiali.
Stamane gli imputati erano stati portati in una maxi-aula prefabbricata in un campo di calcio creata nel 2011 quando è iniziato il procedimento. Per l'udienza è stato dispiegato un massiccio cordone di sicurezza nella capitale. Oggi a Dacca, tra l'altro, è anche in corso uno sciopero generale indetto dall'opposizione per chiedere un governo provvisorio in vista delle elezioni del prossimo anno.
In circa 30 ore, i rivoltosi massacrarono, bruciarono vivi e torturarono barbaramente 74 persone, tra cui 57 ufficiali superiori nella caserma di Pilkhana, quartiere generale della Guardie di Frontiera tra il 25 e il 26 febbraio 2009. I motivi della violenza non sono mai stati chiari, ma sembra che i ribelli reclamassero un aumento della paga. La rivolta minacciò da vicino anche il governo della premier Skeikh Hasina appena salita al potere.