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Il Parlamento vuole fare piena luce sui contatti tra i servizi segreti svizzeri e americani. La Delegazione delle Commissioni di gestione (DelCdG) ha annunciato oggi di aver chiesto nuovi documenti sulla collaborazione tra il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) e l'Agenzia nazionale di sicurezza americana (NSA).
La scorsa estate, la delegazione si era già interessata a diverse questioni sollevate dalle rivelazioni dell'ex agente americano Edward Snowden e aveva ascoltato rappresentanti del SIC, procurandosi pure un certo numero di documenti relativi ai contatti con la NSA.
L'organo di sorveglianza parlamentare aveva pure preteso che il SIC gli fornisse tutte le informazioni concernenti gli accordi conclusi con i servizi americani, al fine di determinare se le convenzioni avessero dovuto necessitare l'approvazione preliminare del Consiglio federale. In caso di risposta affermativa, la DelCdG avrebbe dovuto verificare se gli accordi fossero stati effettivamente sottoposti al governo.
La delegazione reclama ora documenti supplementari e intende condurre nuove audizioni durante il mese di novembre, indicano oggi in una nota i Servizi del Parlamento.
Qualora dovesse constatare che il SIC e il Dipartimento della difesa (DDPS) non hanno adempito i loro doveri in materia di gestione di contatti con i servizi di intelligence esteri, la delegazione dovrebbe comunicare le sue critiche al Consiglio federale, in quanto autorità esecutiva suprema.
Nel suo comunicato, la DelCdG ricorda che è incaricata di esaminare ogni anno i contatti del SIC con i servizi segreti esteri. "Il DDPS sottopone preventivamente questi contatti, sotto forma di una lista classificata segreta, al Consiglio federale per approvazione", si precisa nella nota.
La collaborazione tra Berna e Washington ha sollevato molti interrogativi durante queste ultime settimane. Il ministro della difesa Ueli Maurer ha affermato che la Svizzera non ha contatti diretti con la NSA e non le trasmette informazioni. A suo avviso, la collaborazione con i servizi segreti americani si limita alla lotta contro il terrorismo.
Ma un documento confidenziale, non datato, di Edward Snowden pubblicato dal giornale spagnolo "El Mundo", menziona la Svizzera in una lista di Paesi con i quali la NSA intrattiene una "focused cooperation". A sua volta, l'ex ministro della giustizia Christoph Blocher non ha escluso che la Confederazione abbia collaborato con l'agenzia americana.
La vicenda preoccupa i parlamentari e in particolare la sinistra. I Verdi auspicano discutere del tema in una sessione speciale, mentre il PS chiede una commissione d'inchiesta parlamentare.
Diversi esponenti di destra e di sinistra vogliono che la Svizzera chieda spiegazioni agli Stati Uniti per lo spionaggio da loro operato tramite la missione americana presso l'ONU a Ginevra. Altre personalità, come l'ex ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey, vorrebbero accordare il diritto d'asilo a Edward Snowden. Taluni, infine, auspicherebbero un incontro con l'ex agente rifugiatosi in Russia.