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Alla vigilia del congresso Spd che sancirà, con tutta probabilità, la fine del tabù di un'alleanza con la sinistra radicale della Linke a partire dal 2017, oggi a Berlino l'Unione di Cdu/Csu e i socialdemocratici hanno fatto qualche passo avanti nella stesura del programma di governo di grande coalizione.
Nel quinto round negoziale allargato a 75 delegati, i tre partiti hanno raggiunto un accordo su gran parte delle questioni di politica interna e giustizia, hanno spiegato dopo l'incontro i segretari di Cdu e Csu, Hermann Groehe e Alexander Dobrindt. E nonostante siano rimaste chiare le distanze su alcuni punti centrali - quali la doppia cittadinanza e l'introduzione di referendum a livello federale -, i futuri alleati hanno trovato un'intesa su temi importanti, come la riorganizzazione della cooperazione tra servizi di sicurezza per rendere più efficace la lotta alla minaccia terroristica interna.
Tra le misure su cui è stato raggiunto un accordo anche la revisione delle leggi che puniscono la corruzione dei parlamentari, oltre a un giro di vite nei confronti della criminalità organizzata, della prostituzione forzata e della tratta di persone.
Domani, intanto, a Lipsia i delegati del partito socialdemocratico si riuniranno per un congresso di due giorni che vedrà la rielezione dell'attuale presidente, Sigmar Gabriel. Punto centrale del meeting sarà anche l'attesa apertura a sinistra per il futuro, verso i radicali della Linke, da parte socialdemocratica.
Il tema è dibattuto, anche se oggi si è espresso a favore di un possibile futuro governo rosso-rosso-verde persino la corrente più moderata dell'Spd. La prospettiva non hanno mancato di creare malumori all'interno di Cdu e Csu, dove qualcuno inizia a chiedersi se la grande coalizione con i socialdemocratici sotto la guida di Angela Merkel durerà davvero quattro anni.