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Filippine: la Svizzera sblocca 6 milioni di franchi
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La Svizzera sblocca 6 milioni di franchi per sostenere le operazioni umanitarie dopo il supertifone nelle Filippine. Secondo il capo del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA), Manfred Bessler, la priorità deve essere data alla costruzione di rifugi sul posto.

Lo stanziamento annunciato oggi dal Dipartimento degli affari esteri (DFAE) è previsto per i settori "acqua", "rifugi" e "medicina". Oltre a questi fondi, esperti del CSA saranno messi a disposizione del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e di organizzazioni legate all'ONU attive nelle regioni colpite dal tifone.

La ventina di esperti svizzeri inviati nelle Filippine si trovano nel nord dell'isola di Cebu, nonché nella città di Ormoc e nei suoi dintorni. A nord di Cebu, essi hanno distribuito cibo, kit di igiene, materiale per rifugi temporanei e per la cucina. Questi prodotti provengono tutti dal mercato locale, sottolinea il DFAE.

L'Aiuto umanitario svizzero ha inviato 21 tonnellate di materiale sul posto, in particolare a Daanbantayan e a Ormoc per il trattamento e la distribuzione di acqua. Circa 400 kit su 5000 sono stati distribuiti ieri, ha precisato Bessler. Il CSA ha pure portato materiale medico di base destinato a coprire i bisogni di 10'000 persone durante tre mesi. Un secondo carico è partito giovedì.

Secondo Bessler, che è presente in loco, le valutazioni degli esperti del CSA hanno provocato cambiamenti di priorità. Il capo del Corpo svizzero di aiuto umanitario ha evocato, in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano "Der Bund", in primis i rifugi, poi le derrate alimentarie e l'acqua e, quale terza priorità, l'assistenza medica "che sembra essere relativamente buona nelle regioni che abbiamo visitato".

"L'ampiezza delle distruzioni è spaventosa", ha aggiunto Bessler, che ha sorvolato le zone colpite. La città di Cebu è stata relativamente risparmiata dal tifone, ma più ci si sposta verso il nord dell'isola e più la situazione è problematica.

"All'inizio, soltanto alcuni pali telefonici e elettrici sono stati divelti, poi qui e là un tetto è stato sradicato e tre tetti mancano. In seguito, nel nord dell'isola di Cebu, non v'è più casa con un tetto", ha affermato.

"Consegnare tende per un rifugio provvisorio non ha più senso. Abbiamo visto che le persone si arrangiano a ricostruire rifugi con mezzi di fortuna trovati", ha concluso Bessler, il quale precisa che queste riparazioni saranno sostenute dalla Svizzera.

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