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Analisi VOX: legge lavoro; molti aderenti PS hanno votato sì
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Molti simpatizzanti (41%) del PS non hanno seguito l'invito del partito e si sono espressi a favore della modifica della legge sul lavoro, che chiedeva un'estensione degli orari d'apertura dei negozi nelle stazioni di servizio. Anche molti simpatizzanti (46%) dell'UDC si sono scostati in modo relativamente forte dalla parola d'ordine del partito e hanno votato no. È quanto rivela l'analisi VOX, pubblicata oggi, sul risultato della votazione dello scorso 22 settembre.

Sebbene la campagna di votazione per la nuova legge sul lavoro si sia svolta lungo la classica linea ideologica destra/sinistra, ciò non si è espresso con la stessa chiarezza nel comportamento di voto, si legge in una nota odierna.

Gli aderenti ai partiti di centro-destra si sono invece rigorosamente attenuti alla linea della loro formazione politica: la base del PPD ha approvato la riforma col 64% dei voti, quella del PLR addirittura col 74%.

Hanno pure giocato un ruolo il fatto di avere un'automobile e il luogo di residenza: gli aventi diritto di voto che si spostano in auto e quelli che abitano in città hanno approvato l'eliminazione della limitazione della gamma di prodotti negli shop più di altri gruppi.

Benché il 55,8% degli elettori abbia approvato la modifica della legge, è sorprendente che tre quarti erano d'accordo sul fatto che la domenica e di notte dovrebbe lavorare il minimo possibile di persone, sottolinea l'analisi VOX.

Il motivo principale per l'approvazione della proposta è stata di natura pragmatica: molti hanno sostenuto che la vecchia limitazione della gamma di prodotti era senza senso e che la sua eliminazione non avrebbe modificato assolutamente niente nelle condizioni di lavoro.

Inoltre, l'argomento che ha ottenuto i massimi tassi di approvazione è stato quello secondo cui non sarebbe sensato che le stazioni di servizio non possano vendere i prodotti dalle 01:00 alle 05:00, nonostante siano aperte.

L'analisi Vox si basa su un sondaggio realizzato dopo la votazione dall'Istituto di ricerche gfs.berna. I dati sono stati analizzati dall'Istituto di scienze politiche dell'Università di Zurigo. Il campione si compone di 1513 aventi diritto di voto, di cui il 54% nella Svizzera tedesca, 27% nella Svizzera romanda e 20% nella Svizzera italiana. Il margine di errore è di +/- 2,5%.

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