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Siria: visto più difficile per rifugiati con parenti in Svizzera
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La Confederazione ha inasprito, a soli due mesi dalla loro entrata in vigore, le agevolazioni per ottenere un visto d'ingresso per parenti di siriani residenti in Svizzera. L'Ufficio federale della migrazione (UFM), riferendosi a un'informazione di ieri della televisione svizzero tedesca SRF, conferma le modifiche, ma ne minimizza la portata. L'Organizzazione svizzera aiuto ai rifugiati (OSAR) deplora il riorientamento.

Quest'ultimo di fatto costituisce la fine delle facilitazioni entrate in vigore lo scorso 4 settembre, indica l'OSAR in un comunicato odierno. La Svizzera non mantiene la parola data ai rifugiati siriani, denuncia l'organizzazione.

Le agevolazioni erano state decise dalla responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) Simonetta Sommaruga. L'obiettivo era di permettere ai parenti di cittadini siriani in Svizzera di ottenere un visto in modo facilitato.

Negli ultimi due mesi il ricongiungimento non è più stato limitato - come di consueto - al nucleo famigliare (coniuge e figli fino a 18 anni), ma esteso ad altri parenti in linea ascendente e discendente, ossia nonni, genitori, figli maggiori di 18 anni e abiatici (nipoti di nonno). A costoro si aggiungono fratelli e sorelle e i loro nuclei famigliari.

Le restrizioni ora in atto sono state rivelate ieri sera dalla trasmissione informativa "10 vor 10" di SRF. L'UFM conferma la modifica della prassi, ma piuttosto che di inasprimento parla di "precisazioni". Non si tratta "in primo luogo" di ridurre il numero di richieste di visto, ha detto oggi all'ats Lea Wertheimer, portavoce dell'UFM. L'esperienza avuta finora ha rivelato che vi sono aspetti da chiarire.

La nuova direttiva prevede che il visto sia subordinato alla possibilità per i richiedenti di alloggiare presso i loro famigliari in Svizzera. L'OSAR è scioccata: "È possibile che la Svizzera voglia dare protezione solo a rifugiati facoltosi?", chiede provocatoriamente.

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