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Il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, leader dell'opposizione in Myanmar (Birmania), in visita in Australia fino a domenica, ha esortato il governo di Canberra a guardare oltre il rafforzamento delle relazioni con "chiunque si trovi al potere al momento" in paesi come il suo e a "scommettere su di noi", l'opposizione a un Parlamento composto per l'80% da militari.
Parlando all'Istituto Lowy di Sydney, Aung San Suu Kyi ha chiesto in particolare di premere sui leader di Myanmar perché cambino la Costituzione in modo che si possa candidare alle prossime elezioni presidenziali.
La Costituzione infatti è formulata in modo da escludere chiunque sia sposato con una persona straniera o abbia figli stranieri e Suu Kyi, detenuta per molti anni dal regime militare agli arresti domiciliari prima di essere rilasciata nel 2010, ha due figli di cittadinanza britannica dal marito britannico, ora defunto, Michael Aris.
Oggi a Canberra la presidente della Lega Nazionale per la Democrazia, ha incontrato il primo ministro Tony Abbott e il ministro degli Esteri Julie Bishop e ha ricevuto un dottorato onorario dall'Università Nazionale Australiana. Abbott l'ha descritta come "un'icona della democrazia".
Lei si è schermita assicurando di "non essere una santa di alcun genere". "Sono la fondatrice di un partito politico, non un'icona. Ho cominciato l'attività politica cercando compromessi, e ho continuato a farlo, ma sulla base di principi". Se sarà eletta presidente, ha aggiunto, la priorità sarà l'unità nazionale, per introdurre "uno stato di diritto, pace interna e una fine ai conflitti etnici", tutti aspetti interconnessi.
Il suo partito sostiene una democrazia federale in cui i gruppi etnici di Myanmar possano godere di un certo livello di autonomia, anche se chi critica il suo partito, specie fra i militari, considera la nozione di federazione un tradimento.