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Nonostante il rinvio da parte del Consiglio federale di un nuovo obbligo di diligenza esteso per gli istituti bancari, "l'obiettivo strategico delle banche rimane immutato". È quanto sostiene l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), ribadendo la propria volontà di conformarsi fiscalmente agli standard internazionali.
In una nota diffusa ieri sera, l'ASB dichiara di volere in futuro "acquistare e gestire averi conformi dal punto di vista fiscale". L'associazione presenta raccomandazioni sulla regolarità fiscale nell'ambito delle operazioni transfrontaliere in vista "di impedire l'accettazione di averi non conformi dal punto di vista fiscale".
L'ASB "si aspetta dai suoi membri che non accettino averi di cui sanno che (...) saranno sottratti al fisco". E ciò vale anche "quando i clienti transfrontalieri cambiano banca in Svizzera".
Inoltre, se due Paesi europei consentono ai loro cittadini una regolarizzazione della loro situazione, le banche devono cercare di convincere questi ultimi di approfittare delle possibilità offerte per il loro domicilio fiscale e scegliere con loro la migliore soluzione".
Tali raccomandazioni "costituiscono una soluzione transitoria fino all'entrata in vigore di una nuova norma internazionale sullo scambio di informazioni", precisa l'ASB.