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La cosiddetta "clausola di pace" ad interim, riguardante la quantità di prodotti agricoli sussidiabili, proposta da alcuni paesi sviluppati alla vigilia del vertice ministeriale di Bali dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), "è inaccettabile per l'India" che considera "strategici" gli aiuti alimentari alla sua popolazione. Lo ha detto oggi il ministro del commercio e dell'industria indiano, Anand Sharma.
In un intervento durante la riunione del Gruppo G33 dei paesi in via di sviluppo che precede la nona Conferenza ministeriale della Wto di domani, riferiscono i media indiani, Sharma ha sottolineato che sulla questione dei sussidi alimentari esiste in India "un consenso nazionale ed una completa unanimità politica". "Per cui - ha aggiunto - è difficile per noi accettare una soluzione provvisoria come è stata attualmente evidenziata".
"Siamo impegnati per trovare una soluzione durevole" a questo problema, ha proseguito, "ma fino a quando questa non sarà stata definita, vogliamo poter disporre ancora del meccanismo ad interim che ci protegge completamente da ogni tipo di sfida".
Di fronte alla vastità del programma alimentare sociale indiano che rischia di far saltare il tetto massimo del 10% dei prodotti agricoli sussidiabili posto dalla Wto, alcuni paesi hanno proposto la "clausola di pace" che autorizza l'India ad uno sforamento del tetto, ma solo per quattro anni. Ma questa ipotesi è stata respinta da Sharma, secondo cui la sicurezza alimentare deve essere protetta all'interno della Wto perché non si tratta solo di una questione delicata per l'India, ma anche di un critico imperativo sociale.