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Olio di palma più visibile sulle nuove etichette
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In futuro il consumatore saprà se nel prodotto acquistato è presente dell'olio di palma. L'indicazione "oli vegetali" o "grassi vegetali" non sarà infatti più sufficiente e l'origine dovrà essere specificata sull'etichetta. Questo cambiamento della legislazione sulle derrate alimentari fa parte di un insieme di modifiche che entreranno in vigore all'inizio del 2014, ha comunicato oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

Migliori etichettature sugli imballaggi "soddisfano l'esigenza di una maggiore informazione dei consumatori e ne agevolano la scelta", spiega l'UFSP. Inoltre, "per alcune singole ordinanze si è resa necessaria l'armonizzazione con il diritto internazionale". All'entrata in vigore di queste revisioni all'inizio del 2014 seguirà un periodo di transizione di due anni.

Ad esempio, oggi l'olio di palma è compreso in categorie più generali, senza essere specificato e senza che il consumatore ne conosca quindi la reale provenienza. Quest'olio è estratto dalla polpa dell'omonima pianta e la sua produzione è all'origine della deforestazione di vaste zone tropicali, soprattutto della Malesia e dell'Indonesia, dove si contano i quattro quinti della produzione mondiale.

Anche l'etichettatura dei valori nutrizionali e degli ingredienti che possono provocare allergie verrà modificata e messa più in evidenza. Le sostanze nutrizionali "sfavorevoli" dovranno essere segnalate per prime e all'indicazione del valore energetico seguirà il tenore di grassi, carboidrati e proteine. Gli ingredienti allergenici saranno invece evidenziati mediante il carattere, lo stile, il colore dello sfondo o altri accorgimenti.

Inoltre, il pacchetto di revisioni contiene delle novità che contribuiscono alla sicurezza dell'acqua potabile. Per l'acqua è stata infatti integrata l'ordinanza sulle sostanze estranee e sui componenti in modo da mettere in evidenza alcuni valori di tolleranza che consentono la valutazione della qualità. Verrà inoltre ridotto da 50 a 10 microgrammi per litro il valore massimo di arsenico nell'acqua potabile, mentre quello dell'uranio sarà di 30 microgrammi per litro.

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