...
L'opposizione thailandese del "Partito democratico" boicotterà le elezioni del 2 febbraio, indette questo mese dal primo ministro Yingluck Shinawatra nel tentativo di placare le proteste anti-governative in corso da novembre.
La decisione è stata annunciata oggi dal leader del partito, l'ex premier Abhisit Vejjajiva. "Il Partito democratico trova che la politica thailandese si trovi a un punto di fallimento. Il popolo thailandese ha perso la fiducia nel sistema democratico", ha detto Abhisit, il cui ex vice Suthep Thaugsuban - pur avendo lasciato il proprio seggio da deputato a ottobre - è alla guida della protesta contro il "regime di Thaksin", l'ex premier e fratello dell'attuale capo del governo.
I Democratici, che raccolgono i voti della classe medio-alta di Bangkok e dell'elettorato monarchico-nazionalista del Sud, non vincono un'elezione dal 1992; nel 2008, Abhisit formò un governo solo dopo un ribaltone parlamentare a danno di un governo filo-Thaksin. Faticano in particolare a ottenere consensi nella popolosa regione nord-orientale del Paese, dove dal 2001 le politiche di Thaksin - deposto da un golpe nel 2006 e dal 2008 in auto-esilio - hanno fatto breccia nei cuori della classe medio-bassa rurale, tradizionalmente trascurata da un sistema politico centralizzato.
La frustrazione per l'impotenza alle urne, secondo i manifestanti causata dalla "compravendita di voti" di Thaksin, alimenta anche le proteste ancora in corso - seppure con meno partecipazione - a Bangkok, dove Suthep chiede l'istituzione di un "Consiglio del popolo" nominato dall'alto. Oltre 150 deputati dei Democratici si erano già dimessi dalla Camera a inizio dicembre, prima che Yingluck sciogliesse il Parlamento nel tentativo di legittimarsi nuovamente alle urne dopo il trionfo del 2011.