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L'assemblea di Montecitorio (l'aula della Camera italiana) ha approvato il disegno di legge sulle Province e le città metropolitane con 277 voti favorevoli, 11 contrari (Sel) e sette astenuti. Non hanno partecipato alla votazione in segno di protesta la Lega Nord, Forza Italia e il Movimento 5 Stelle. Il provvedimento deve passare adesso all'esame del Senato.
Il Ddl Delrio su "città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni" prevede la trasformazione dei consigli provinciali in assemblee dei sindaci, che lavoreranno a titolo gratuito; l'istituzione di 9 città metropolitane; la disciplina della fusione dei comuni. Si tratta di una normativa sgradita a Fi, M5s, Lega Nord che la ritengono farraginosa e inutile.
Nell'intento del disegno di legge, che dovrà essere ora discussa dal Senato, le province comprenderanno aree più vaste di quelle attuali e i loro rappresentanti saranno designati non più dai cittadini, ma dagli amministratori locali, che sceglieranno tra i sindaci dei comuni del territorio. Rispetto a oggi, non bisognerà pagare gli stipendi a presidenti, consiglieri e assessori. La struttura portante della Repubblica delle autonomie dovrebbe avere il suo perno su due soli livelli territoriali di rappresentanza politica: i comuni e le regioni.