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Sono ritornate in libertà oggi, in seguito all'amnistia approvata dalla Duma russa, Maria Alyokhina e Nadia Tolokonnikova, due esponenti delle Pussy Riot. Le due donne stavano scontando una pena detentiva per aver inscenato una "preghiera punk "blasfema anti-Putin nella cattedrale di Mosca.
Per prima è stata rilasciata Alyokhinache che si trovava in carcere a Nizhni Novgorod. Poco ore dopo dopo è tornata in libertà anche Nadezhda Tolokonnikova, che era ricoverata in un ospedale carcerario a Krasnoiarsk in Siberia.
Poco dopo la liberazione, Maria Aliokhina, ha denunciato come una "farsa" la decisione annunciata dal presidente Vladimir Putin e approvata la scorsa settimana dalla Duma. "Se fosse possibile rifiutare l'amnistia, l'avrei fatto personalmente", ha detto in un'intervista alla tv russa d'opposizione Dozhd all'uscita dal carcere, "perché non credo sia un atto umanitario, ma una trovata pubblicitaria".
Nadia Tolokonnikova subito dopo la sua uscita di prigione, secondo quanto riferiscono via Twitter testimoni sul posto, avrebbe gridato: "Russia senza Putin!".