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COSAS preoccupata per calo di solidarietà nei confronti dei poveri
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La Conferenza svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS) è preoccupata per il calo di solidarietà a favore delle cerchie di popolazione più povere. Per questo e altri motivi, la COSAS intende rielaborare il modello d'incitazione finanziaria introdotto nel 2005, ha affermato il suo presidente Walter Schmid oggi in una conferenza stampa.

Sempre più spesso l'aiuto sociale è rimesso in discussione. "Il dibattito si concentra più sui costi che sulle prestazioni di aiuto materiale", ha deplorato Adrian Vonrüti, capo dell'Ufficio della socialità di Langenthal (BE), secondo la versione scritta del suo discorso.

Ma tagli nel sociale hanno conseguenze. Ad esempio, "quando il Canton Berna ha deciso di ridurre le sovvenzioni all'integrazione, il nostro servizio è stato criticato poiché, secondo alcuni, ci occupavamo dei più poveri in modo addirittura umiliante", ha spiegato Vonrüti.

Sulle 250'000 persone che beneficiavano nel 2012 dell'aiuto sociale, circa la metà erano bambini. L'assistenza dovrebbe quindi essere vista come un investimento per permettere a queste persone di uscire in modo permanente dalla povertà, sostiene Vonrüti.

Per migliorare l'efficacia, la COSAS vuole riesaminare i modelli d'incitamento finanziario, introdotti nel 2005. In seguito a una riforma, gli importi stanziati per coprire i bisogni di base sono stati diminuiti. Le persone che lavorano o che stanno compiendo sforzi per integrarsi attivamente nella società ricevono invece più denaro.

Il problema è che molte persone in assistenza "non hanno più alcuna possibilità di esercitare un'attività lucrativa o di fornire un contributo importante alla loro integrazione", ha spiegato Schmid, citato nel comunicato. Inoltre, non tutti reagiscono allo stesso modo agli aiuti finanziari.

La COSAS ha quindi deciso di avviare un'indagine per verificare se occorra modificare il sistema attuale. Anche l'importo forfettario per le esigenze di base sarà riesaminato.

Schmid, 60 anni, lascerà peraltro la carica in maggio, come preannunciato in ottobre, in un periodo difficile per la COSAS, confrontata con l'abbandono da parte di diversi comuni. Alla Conferenza aderiscono la Confederazione, tutti i cantoni, circa 600 comuni e alcune associazioni di aiuto sociale private.

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