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La leader dell'opposizione birmana Aung San Suu Kyi ha esortato oggi l'influente esercito a emendare la Costituzione, che al momento contiene una norma pensata apposta per impedire al premio Nobel per la Pace di diventare presidente. L'appello di Suu Kyi è arrivato dopo che nei giorni scorsi il presidente Thein Sein ha segnalato la sua disponibilità a modificare la Carta per permettere alla "Signora" di candidarsi alle elezioni del 2015.
"L'esercito non deve rimanere nel dilemma se prendere parte o meno nell'emendare la Costituzione. Deve prendervi parte", ha detto Suu Kyi in un discorso ai membri della sua "Lega nazionale per la democrazia" (Nld) tenuto nel corso di una cerimonia nell'anniversario dell'indipendenza. "Dobbiamo accettare apertamente il fatto che la Costituzione non è giusta e che non è in accordo con le norme democratiche", ha aggiunto il premio Nobel.
Deputata da quasi due anni, dopo essere stata liberata nel 2010 al termine di 15 anni complessivi agli arresti domiciliari, Suu Kyi al momento non può aspirare alla presidenza perché la Carta - introdotta dall'allora dittatura militare nel 2008 - proibisce la presidenza a cittadini birmani con familiari "leali a una potenza straniera". Suu Kyi è vedova di un britannico, e i due figli Alexander e Kim hanno acquisito la nazionalità del padre.
L'appoggio di Thein Sein - che in un discorso di due giorni si è detto contrario a "restrizioni al diritto di ogni cittadino a diventare presidente" - è politicamente importante per Suu Kyi, ma potrebbe non essere sufficiente. La Costituzione è infatti emendabile solo con una maggioranza qualificata del 75 per cento, in un Parlamento dove il 25 per cento di seggi assegnati di diritto ai militari conferisce all'esercito un sostanziale diritto di veto a qualsiasi riforma. Non è chiaro quale sia la presa dell'ex generale Thein Sein sui vertici delle forze armate, tradizionalmente un potere a sé in Birmania.
Dopo aver considerato un boicottaggio del voto, l'Nld ha recentemente deciso di mettersi in lizza a prescindere dall'auspicato emendamento della Costituzione. Nelle elezioni supplettive del 2012, il partito ha conquistato 43 dei 44 seggi disponibili. Nonostante un offuscamento della stella di Suu Kyi in particolare tra il terzo di popolazione rappresentato dalle minoranze etniche, il suo movimento partirebbe comunque da favorito alle elezioni.