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L'iniziativa UDC contro "Contro l'immigrazione di massa", in votazione popolare il 9 febbraio, chiede ai datori di lavoro di preferire l'assunzione di lavoratori svizzeri rispetto a candidati stranieri. Questo principio farà lievitare le spese, mette oggi in guardia Mario Gattiker, direttore dell'Ufficio federale della migrazione (UFM), dalle colonne della "Zentralschweiz am Sonntag".
Le autorità di vigilanza sarebbero costrette a verificare ogni singolo caso e ad aumentare di conseguenza il loro personale, rileva Gattiker. Oggi i controlli vengono effettuati solo per gli immigrati da paesi terzi e per esaminare i 13'000 casi annuali sono necessari presso l'UFM 14 posti di lavoro.
Se la preferenza nazionale venisse applicata a tutti stranieri dell'UE/AELS, compresi i frontalieri, secondo Gattiker il numero di dossier da valutare sarebbe dieci volte superiore e per sbrigare questo carico di lavoro l'UFM potrebbe aver bisogno di 140 persone.