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L'ex magnate russo del petrolio Mikhail Khodorkovski è giunto oggi in Svizzera, dove vivono la moglie e due figli, in treno da Berlino. Ne ha dato notizia l'agenzia di comunicazioni Creafactory di Zugo.
Khodorkovski e la moglie Inna vogliono accompagnare i due gemelli Gleb e Ilja al loro primo giorno di scuola, si legge nel comunicato. La famiglia, aggiunge Creafactory, ringrazia la Svizzera per la possibilità datale di ricongiungersi. L'ex magnate si dice inoltre grato "per la chiara posizione assunta dalle autorità elvetiche durante i lunghi anni della sua ingiusta prigionia". L'agenzia prosegue affermando che Khodorkovski non ha ancora "fatto piani" riguardo a una sua eventuale permanenza in Svizzera e conclude che "durante la sua visita privata non vorrebbe essere disturbato".
A fine dicembre l'ambasciata elvetica nella capitale tedesca aveva annunciato di aver concesso un visto Schengen valido tre mesi a Khodorkovski, ex "patron" del colosso russo del petrolio Yukos.
Secondo notizie di stampa odierne, la moglie Inna vive a Chernex, frazione di Montreux, nel canton Vaud.
Arrestato nel 2003, quando era l'uomo più facoltoso di Russia dopo essersi arricchito durante le chiacchierate privatizzazioni dell'era ieltsiniana, l'ex magnate è stato processato due volte con una condanna complessiva a 14 anni (poi ridotta a 11) per frode, evasione fiscale, riciclaggio e appropriazione indebita. Lo scorso 20 dicembre ha potuto lasciare la Russia per la Germania, dopo aver ottenuto la grazia dal presidente Vladimir Putin.
Nell'ambito di una domanda di assistenza giudiziaria della Russia, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) aveva in un primo tempo bloccato 6,2 miliardi di franchi custoditi in cinque banche, un record in Svizzera. Poi, il TF aveva annullato il sequestro dei beni, perché esso violava il principio di proporzionalità.