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Bufera sulla casa reale di Spagna e il trono di re Juan Carlos, che si sta riprendendo con difficoltà dopo l'ultimo intervento, torna a scricchiolare seriamente. L'infanta Cristina di Borbone, 48 anni, è stata incriminata con l'accusa di riciclaggio di capitali sporchi generati dall'attività del marito Iñaki Urdangarin, un ex campione di pallamano, ai danni dell'erario.
Sono stati necessari ben nove mesi di indagini per una radiografia completa della vita finanziaria e tributaria di Cristina negli ultimi 10 anni, e giungere alla conclusione che esistono seri indizi perché risponda in sede giudiziaria dell'accusa di riciclaggio e frode fiscale.
Nelle 227 pagine dell'ordinanza emessa oggi, il giudice istruttore Josè Castro rinvia a giudizio la secondogenita di Juan Carlos in quanto azionista al 50%, insieme col marito, di Aizoon, una impresa familiare alla quale sarebbe stato dirottato oltre un milione di euro di fondi pubblici provenienti dall'Istituto Noos. È una società di facciata, secondo l'accusa, creata appositamente per riciclare denaro pubblico.
Si parla di oltre 5,8 milioni di euro che la Fondazione Noos - ufficialmente senza scopo di lucro, facente capo all'ex campione di pallamano e al suo socio Diego Torres - avrebbe drenato fra il 2004 e il 2006 attraverso contratti con le amministrazioni di Valencia e delle Baleari, entrambe a guida del Partido Popular, quello attualmente al governo in Spagna.
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