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Siria: Germania distruggerà armi chimiche su suo territorio
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Il processo di distruzione delle armi chimiche dichiarate e consegnate dal regime siriano, e la preparazione della conferenza internazionale in Svizzera del prossimo 22 gennaio sono i temi che in queste ore sembrano tenere più impegnate le cancellerie di mezzo mondo. La Germania ha annunciato di voler contribuire a distruggere, sul proprio territorio, parte dell'arsenale chimico di Assad, mentre in vista della cosiddetta 'Ginevra 2' il presidente russo Vladimir Putin ha parlato al telefono con l'iraniano Hassan Rohani.

Sul terreno, il regime di Damasco continua indisturbato a bombardare le località solidali con la rivolta, evitando di colpire le postazioni dei combattenti qaedisti, questi ultimi sotto attacco da giorni da parte di ribelli anti-regime delle regioni del nord e del nord-est.

Nell'ambito di questa lotta tutt'altro che fratricida, un'autobomba piazzata dai qaedisti contro un posto di blocco di insorti nella regione centrale di Hama ha ucciso 18 persone. Altri attentati dinamitardi sono stati compiuti dai qaedisti nelle zone negli ultimi giorni riprese dai ribelli. In questo quadro di violenze continue, l'Onu ha denunciato oggi che il conflitto siriano ha riportato il Paese indietro di 35 anni e che la metà della popolazione vive ormai in povertà.

La questione dell'eliminazione dei depositi di armi chimici denunciati dal regime ha intanto oggi registrato un'importante accelerazione: la società tedesca Geka, con sede a Munster, in Bassa Sassonia, ha già dato la sua disponibilità, confermata dal governo di Berlino. Ma la parte più consistente del processo di distruzione avverrà in mare e se ne occuperà la nave americana Cape Ray. Questa sarà nel Mediterraneo tra il 23 e il 26 gennaio e caricherà i materiali tossici in un non meglio precisato porto italiano, dove la nave danese Akr Futura scaricherà il velenoso fardello.

La Ark Futura ha cominciato due giorni fa nel porto siriano di Latakia il carico degli agenti più pericolosi e attende di poter completare l'operazione in alcune settimane, man mano che le armi chimiche raggiungeranno il porto siriano nonostante gli ostacoli sul terreno che minano la sicurezza del trasporto.

A tal proposito, fonti diplomatiche europee anonime hanno rivelato alla stampa americana che il delegato siriano presso l'Opac ha denunciato due attacchi da parte di non meglio precisati terroristi a due siti di gas tossici nella regione di Damasco e Homs. Il responsabile siriano non ha però dato precisazioni sulle circostanze degli attacchi.

In ogni caso, una volta che i materiali saranno a bordo della Cape Ray ci vorranno circa due mesi - secondo fonti Opac - per la distruzione degli agenti chimici, mentre l'Opac ha indetto una gara d'appalto internazionale per il trasporto, il trattamento e lo smaltimento delle sostanze meno pericolose in impianti chimici civili. Di questo passo, potrebbero essere rispettati i tempi previsti dal piano che prevede la distruzione dei gas "di priorità 1" (tra cui il Sarin e l'iprite) entro la fine di marzo, e dei restanti materiali chimici entro giugno.

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