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L'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa in votazione il prossimo 9 di febbraio rischia di produrre più problemi di quanti ne possa risolvere. È quanto pensano i Verdi svizzeri che invitano la popolazione a respingere questa proposta isolazionista. La copresidente degli ecologisti, Adèle Thorens, ha ribadito di comprendere la posizione favorevole dei Verdi ticinesi alle tesi dei democentristi: si tratta di un grido di "disperazione" causato dalla situazione drammatica che sta vivendo il cantone a Sud delle Alpi.
Il Ticino non è il solo, visto che sentimenti d'ostilità nei riguardi dei frontalieri sono ravvisabili anche a Ginevra, ha ricordato la consigliera nazionale vodese.
La posizione degli ecologisti ticinesi è anche dovuta, secondo la Thorens, alla maggioranza politica locale che blocca ogni tentativo di riforma.
In Ticino, il Consiglio di stato sta facendo il possibile per ritardare l'iniziativa popolare dei Verdi locali "salviamo il lavoro in Ticino" che chiede salari minimi differenziati a seconda del settore economico, ha denunciato Fabien Fivaz, membro del parlamento cantonale di Neuchâtel.
Nonostante ciò, la situazione di stallo venutasi a creare non deve secondo la Thorens spingere ad appoggiare un'iniziativa che non risolve gli attuali problemi sul mercato del lavoro, ma rischia invece di crearne di nuovi.
A detta della copresidente dei Verdi svizzeri, adottando provvedimenti adeguati per rispondere a problemi quali la pressione sui salari, la saturazione dei trasporti o la crisi dell'alloggio, "la libera circolazione delle persone rappresenta un'enorme possibilità per la Svizzera".