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Il progetto di liberalizzazione completo del mercato dell'elettricità si precisa. Il Consiglio federale dovrebbe prendere una decisione entro l'estate, indica una nota odierna dell'Ufficio federale dell'energia (UFE), nella quale si stila un bilancio positivo della prima fase della liberalizzazione, che ha permesso ai grandi consumatori - ossia le imprese - di scegliere il rispettivo fornitore di corrente.
Una cosa è tuttavia sicura: la liberalizzazione integrale del mercato dell'elettricità non potrà entrare in vigore l'anno prossimo come previsto. Il Governo trasmetterà un progetto di legge alle Camere federali durante il primo semestre di quest'anno, ha indicato oggi l'UFE all'ats.
Tenuto conto dei lunghi dibattiti che attendono il parlamento sulla liberalizzazione totale e del probabile lancio di un referendum da sinistra, è praticamente impossibile che la legge entri in vigore prima del 2016. Molto dipenderà anche dallo stato dei lavori dei negoziati con l'Ue in vista della conclusione di un accordo sull'elettricità (a tale riguardo, oggi la consigliera federale Doris Leuthard ha visto il commissario europeo all'energia Günther Oettiger).
Nell'attesa, l'UFE ha stilato un bilancio positivo della prima fase di liberalizzazione che riguarda i forti consumatori di corrente (da 100'000 kw/h l'anno). La sicurezza dell'approvvigionamento è stabile in Svizzera e di un livello elevato. La situazione appare migliore rispetto ad altri Stati per quanto riguarda i prezzi dell'elettricità, inferiori rispetto alla media europea.
Nonostante ciò, si delineano segnali di difficoltà per quanto riguarda le capacità di trasporto. Inoltre, in futuro si dovrà assicurare l'approvvigionamento a lungo termine in vista dell'abbandono progressivo del nucleare come previsto dalla strategia energetica 2050.