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La conferenza internazionale sulla Siria, in programma mercoledì prossimo a Montreux, in Svizzera, si svolgerà come previsto dall'Onu: la delegazione del regime di Damasco si siederà davanti a una delegazione delle opposizioni in esilio, che stasera hanno finalmente accettato, pur dividendosi ulteriormente, di partecipare all'incontro sponsorizzato da Stati Uniti e Russia.
Questo mentre l'amministrazione di Bashar al-Assad ha oggi concesso, dopo mesi di assedio, l'ingresso di primi aiuti alimentari al campo profughi palestinese di Yarmuk, alla periferia della capitale, teatro stamani di un'inedita tregua tra insorti e milizie palestinesi schierate con le forze governative.
Al tavolo della cosiddetta 'Ginevra-2' non ci saranno però rappresentanti dell'opposizione in patria né quelli del variegato fronte dei ribelli islamici e jihadisti, sempre più influenti tra le file dell'insurrezione. A parte qualche singola eccezione, a Montreux non ci saranno nemmeno esponenti della società civile e dell'attivismo non violento.
Stando a quanto riportato da fonti diplomatiche citate dalla France Presse, si è comunque registrato un incontro informale ad Ankara, tra rappresentanti del governo turco e leader di quattro influenti brigate islamiche. L'obiettivo della Turchia è di convincere queste fazioni di ribelli, ostili sia ad al Qaida sia alle opposizioni in esilio, della validità della formula negoziale.
A Istanbul, dopo due giorni di discussioni e settimane di riunioni rimandate, la Coalizione nazionale delle opposizioni in esilio (Cns) ha in ogni modo deciso di inviare una delegazione a Montreux: 58 sì contro 14 no, un astenuto e due non votanti. I voti contrari sono venuti dalla maggioranza dei membri del Consiglio nazionale siriano, storico nucleo di oppositori all'estero dominato dalla Fratellanza musulmana. Il Consiglio nazionale ha più volte minacciato di ritirarsi dal Cns se questo avesse deciso di partecipare alla conferenza di Montreux.