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Votazioni 9 febbraio: ex portavoce FFS, decreto FAIF è indecente
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L'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria previsto dal decreto FAIF in votazione il 9 febbraio è completamente sproporzionato: a dirlo è Hans Wägli, per 40 anni alle FFS, da ultimo come portavoce. "È andata persa la decenza: non possiamo veramente lasciar cadere un milione di franchi ogni 50 metri di ferrovia", afferma il 67enne in un'intervista pubblicata oggi dalla "Weltwoche".

Secondo Wägli, contrariamente a quanto affermano i fautori del progetto, un "no" popolare non significherebbe l'inizio del declino del modello elvetico in materia di treni. Per realizzare la ferrovia suburbana (S-Bahn) zurighese si è infatti dovuto votare ben tre volte e oggi è perfetta, afferma lo specialista.

Autore di un libro importante sulla rete ferroviaria elvetica, Wägli accusa il mondo politico di aver voluto comprare il sostegno popolare al FAIF attraverso soluzioni di lusso che costano 6,5 miliardi di franchi.

Stando all'esperto un ampliamento è in effetti necessario: non però laddove porta a un maggior numero di "sì" alle urne, bensì proprio dove sono stati raggiunti i limiti di capacità. Inoltre a suo avviso non serve dare più soldi alle FFS, se queste non sono in grado di gestirli a dovere: ciò perché l'azienda - è convinto Wägli - ha perso le conoscenze tecniche che aveva al suo interno.

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