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Archeologi hanno trovato sul versante obvaldese del passo del Brünig oltre 120 monete d'argento risalenti agli albori della Confederazione: si tratta di Pfennig coniati nella seconda metà del tredicesimo secolo, probabilmente persi o nascosti da un viaggiatore, indica oggi in una nota il Dipartimento della formazione e della cultura di Obvaldo, che definisce il ritrovamento"sensazionale".
Le monete, che in origine dovevano essere contenute in una borsa di cuoio o di stoffa, sono state scoperte tra grossi sassi vicino a un sentiero sopra il villaggio di Lungern (OW), un tempo utilizzato dai commercianti sulla via che collegava Lucerna all'Oberland bernese, al Vallese e all'Italia. I due terzi dei Pfennig risultano essere stati coniati nel Vescovado di Basilea. Il resto a Zurigo, Sciaffusa, Villingen (Baden-Württemberg, D) e Strasburgo (Alsazia, F).
Sul sito hanno lavorato nel settembre 2013 una ventina di specialisti del Gruppo di lavoro prospezione (GLP), come pure studenti dell'università di Basilea.
Il ritrovamento di una simile quantità di monete è raro, anzi, una vera e propria sensazione, ritiene L'Inventario dei ritrovamenti monetali svizzeri (IRMS), fondato nel 1992 dall'Accademia svizzera di scienze morali e sociali (ASSM). Finora, soltanto 17 monete di questo genere e di questa epoca erano state rinvenute in tutta la Svizzera centrale, nessuna nel cantone di Obvaldo.
Secondo gli archeologi, è probabile che le monete siano state nascoste o perse da un viaggiatore nei due decenni tra il 1280 e il 1300. Il loro potere d'acquisto dell'epoca corrisponde a diverse migliaia di franchi odierni.
Il servizio archeologico lucernese pulirà nei prossimi mesi a dovere le monete, che saranno poi esposte al Museo di storia di Obvaldo a Sarnen.