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Borsa svizzera in netto calo, SMI -2,42%
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Giornata interamente al di sotto della linea di demarcazione quella odierna per la Borsa svizzera: dopo una partenza debole, nel pomeriggio l'indice SMI dei titoli guida è peggiorato fortemente, appesantito dalla crisi valutaria dei Paesi emergenti. Alla fine si è attestato a 8'201.50 punti, in flessione del 2,42%, mentre l'indice complessivo SPI è arretrato del 2,36% a 7'835.56 punti.

Secondo gli analisti, oltre al crollo delle monete di molti Paesi emergenti (Turchia, Russia, Venezuela e soprattutto Argentina) i listini hanno risentito dell'apertura in calo di Wall Street, che a sua volta è stata influenzata negativamente dai deludenti dati preliminari sulla manifattura cinese di gennaio.

In grave perdita di velocità i bancari, con UBS che è scesa del 2,45% (a 17.94 franchi) e Credit Suisse che ha lasciato sul terreno il 2,99% (a 27.92 franchi). In netto calo anche Julius Bär (-1,79% a 44.87 franchi).

Tra le blue chip, il gigante dell'alimentare Nestlé ha ceduto il 2,12% (a 66.85 franchi), nonostante abbia annunciato oggi che investirà nei prossimi cinque anni un miliardo di dollari (circa 900 milioni di franchi) nella costruzione di due nuove fabbriche in Messico. In flessione anche gli altri pesi massimi difensivi: Novartis ha perso il 2,99% (a 71.50 franchi), Roche l'1,97% (a 243.30 franchi).

Deboli tra gli assicurativi Zurich Insurance (-1,83% a 263.20 franchi) e Swiss Re (-1,19% a 78,75), mentre hanno subito ancora un calo i titoli del lusso: Swatch e Richemont - proprio a causa dei cattivi dati cinesi - sono diminuite rispettivamente dello 0,82% 2,23% (a 544.00 franchi) e dell'1,95% (a 85.55 franchi).

Oggi Dätwyler e Interroll, società quotate allo SPI, hanno pubblicato i risultati aziendali. Sia il gruppo industriale urano che l'impresa ticinese con sede a Sant'Antonino hanno terminato le contrattazioni in flessione: Dätwyler ha perso il 2,33% (a 134,10 franchi), mentre Interroll è risultata in calo dell'1,11% (a 534.00 franchi).

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