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Mehdi Jomaa, l'ex ministro dell'Industria tunisino che ha ricevuto l'incarico di formare un governo dopo le dimissioni del primo ministro Ali Laarayedh, ha annunciato al capo dello Stato di non essere riuscito nel compito affidatogli in assenza di consenso. "Sono venuto (alla presidenza) - ha detto Jomaa - per presentare la lista dei ministri, ma non lo farò oggi perchè prima si deve raggiungere un consenso. Forse sarò nuovamente incaricato di formare un governo, forse lo sarà qualcun'altro".
Jomaa è stato scelto nel dicembre scorso, dopo lunghe trattative, per formare un governo tecnico in grado di condurre la Tunisia alle elezioni nel 2014 e aiutarla ad uscire dalla profonda crisi politica seguita all'assassinio, nel luglio scorso, del deputato dell'opposizione Mohamed Brahmi. Nominato formalmente il 10 gennaio, il termine di quindici giorni per comporre la sua squadra di governo è scaduto.
"La mia lista è pronta - ha spiegato l'ex ministro dell'Industria - e comprende ministri di alto profilo, ma la situazione della sicurezza, sociale ed economica necessita di consenso" ."Non siamo lontani dalla soluzione, ma dobbiamo ancora continuare il dialogo", ha aggiunto.
I media tunisini individuano il problema principale nell'identità del titolare degli Interni. Alcune formazioni, tra cui il partito islamico di Ennahda, che detiene la maggioranza in parlamento, e Jomaa stesso, vorrebbero che restasse Lotfi Ben Jeddou, in carica dal marzo 2013. Altri ritengono che debba essere sostituito perchè ha servito nella squadra uscente, guidata appunto da Ennahada.
L'annuncio del fallimento di Jomaa cade alla vigilia del voto sull'adozione della sua prima Costituzione del dopo-rivoluzione.