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Borsa svizzera chiude in ribasso, SMI -0,85%
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Prima seduta settimanale in ribasso per la borsa svizzera, scesa ai minimi da inizio anno. L'indice dei valori guida SMI ha terminato a 8132,16 punti (-0,85% rispetto a venerdì), mentre il listino globale SPI ha perso lo 0,86% a 7768,04 punti.

Come la settimana scorsa il mercato elvetico ha sofferto per le turbolenze politiche ed economiche che stanno interessando i paesi emergenti: a pesare sono in particolare le pressioni valutarie e le preoccupazioni riguardo alla crescita cinese. L'SMI è così arretrato sino a 8105,56 punti, livello che non toccava più da fine dicembre. L'indice di volatilità VSMI è da parte sua schizzato ai massimi da diversi mesi.

"La tanto attesa correzione dei corsi è arrivata", ha commentato un operatore. Al momento domina chiaramente la prudenza: non ha avuto un impatto positivo nemmeno la pubblicazione dell'indice Ifo delle imprese tedesche, salito in gennaio oltre le attese. L'apertura positiva di Wall Street ha solo temporaneamente permesso di recuperare parte delle perdite: nel finale di seduta si è fatto nuovamente strada il pessimismo, complice il timore che la Federal Reserve possa ridurre ulteriormente gli stimoli all'economia. Si saprà qualcosa di più sugli orientamenti della banca centrale mercoledì, dopo la riunione del comitato di politica monetaria.

Per quanto riguarda i singoli titoli, un andamento a tratti nervoso ha interessato i bancari UBS (-0,22% a 17,90 franchi), Credit Suisse (-0,47% a 27,79 franchi) e Julius Bär (-0,71% a 44,55 franchi). In rosso hanno chiuso anche gli assicurativi Swiss Re (-0,44% a 78,40 franchi) e Zurich (-0,46% a 262,00 franchi): a quest'ultimo proposito non hanno avuto alcun impatto le dichiarazioni del CEO Martin Senn in relazione alla politica dei dividendi.

Hanno subito perdite abbastanza consistenti i valori legati ai cicli congiunturali come ABB (-0,57% a 22,59 franchi), già sotto pressione nelle scorse sedute dopo un avvertimento sugli utili, Adecco (-1,11% a 71,50 franchi), Geberit (-0,76% a 261,20 franchi) e Holcim (-1,12% a 66,05 franchi).

La stessa tendenza è stata riscontrata dal segmento del lusso: al contrario di Swatch (-1,75% a 534,50 franchi), Richemont (-1,34% a 84,40 franchi) è partita bene, ma con il passare delle ore è andata sempre più spegnendosi. Protagonista di un inizio d'anno fulminante Actelion (-0,83% a 83,30 franchi) ha sofferto per i realizzi di guadagno ed è arrivata a calare sino al 3%, per poi però riallinearsi al listino.

In controtendenza per tutta la giornata sono invece rimasti SGS (+1,16% a 2101,00 franchi), un valore che sembra presentare interessanti potenziali di crescita dopo un 2013 non brillante, e la sempre volatile Transocean (+1,29% a 40,09 franchi).

Non sono per contro riusciti a sottrarsi all'andamento generale i pesi massimi difensivi Nestlé (-0,67% a 66,40 franchi), Novartis (-0,84% a 70,90 franchi) e Roche (-1,36% a 240,00 franchi). Queste ultime due società informeranno mercoledì e giovedì sull'esercizio 2013.

Nel mercato allargato una pioggia di ordini di vendita ha interessato Gottex (-8,00% a 2,30 franchi), che ha reso noto un deflusso di patrimoni amministrati. Hanno informato sull'andamento degli affari anche Starrag (-0,57% a 79,00 franchi), Schlatter (invariata a 145,00 ) ed Elma (-0,37% a 400,00 franchi).

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