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Ucraina: opposizione tratta ma Iulia esorta a resistere
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In Ucraina si torna a trattare per trovare una soluzione pacifica alla grave crisi politica che sta mettendo a ferro e fuoco il Paese e che, secondo molti osservatori, rischia di sfociare in una sanguinosa guerra civile. Ma dall'ospedale di Kharkiv, dove è ricoverata in stato di detenzione per un'ernia del disco, l'ex pasionaria della Rivoluzione arancione Iulia Timoshenko torna a dissotterrare l'ascia di guerra e chiede all'opposizione, di cui è - almeno in teoria - la leader, di non accettare le condizioni "umilianti" proposte dal presidente Viktor Ianukovich finché non saranno accolte tutte le richieste dei manifestanti.

I capi dei tre principali partiti dell'opposizione, del resto, hanno già fatto capire di non voler accettare le redini del governo - proposte loro dallo stesso Ianukovich - se non saranno concesse anche elezioni presidenziali e parlamentari anticipate e l'abrogazione delle "liberticide" leggi anti-protesta.

Alla vigilia di due importanti appuntamenti come il vertice Ue-Russia e una seduta straordinaria del parlamento ucraino che potrebbe portare a un cambio di governo, Ianukovich e i capi dei tre principali partiti dell'opposizione si sono riuniti per trovare una soluzione condivisa, e vedremo quale sarà questa volta la proposta del capo dello Stato.

La situazione in Ucraina resta tesa. Ieri notte un centinaio di militanti del movimento nazionalista (e populista) Spilna Sprava ha occupato il ministero della Giustizia e ha subito eretto nuove barricate per difenderlo. Poche ore dopo però il movimento si è trovato contro sia il governo che l'opposizione. Il ministro della Giustizia, Olena Lukash, ha minacciato di dichiarare lo stato di emergenza se il palazzo non fosse stato liberato, mentre l'opposizione ha condannato il gesto come una "provocazione".

Se a Kiev per ora non si combatte, in molte altre regioni continuano gli scontri tra polizia e insorti, con questi ultimi che puntano ai palazzi del potere locale.

Quello che sta avvenendo in Ucraina preoccupa il mondo. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha parlato oggi al telefono con Ianukovich e ha auspicato una soluzione pacifica alla crisi dicendosi disposto a mandare a Kiev un rappresentante speciale per partecipare alle trattative tra governo e opposizione.

Il commissario Ue all'Allargamento Stefan Fule è invece tornato in Ucraina "per una via d'uscita alla crisi" dopo esserci già stato venerdì e sabato e domani è previsto anche l'arrivo del capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton.

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