...
Potrebbe assumere contorni più ampi il presunto caso di corruzione venuto alla luce presso la SECO: la società informatica al centro delle accuse ha infatti ricevuto mandati anche da sei cantoni e da oltre una settantina di comuni, fra cui città come Berna, Zurigo e Lucerna. Il ministero pubblico della Confederazione ha intanto ampliato le sue indagini, coinvolgendo fra l'altro l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e l'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC).
L'elenco dei clienti della ditta comprendente i cantoni di Zugo, Obvaldo, Nidvaldo, Appenzello Esterno e Grigioni, rivela oggi la "NZZ am Sonntag". E anche Zurigo ha rapporti d'affari con l'impresa. Stando al sito web dell'azienda il 55% dei clienti è rappresentato da Confederazione, cantoni e comuni, il 25% da grandi società e il 20% da piccole e medie imprese.
La Procura federale ha nel frattempo confermato informazioni della "Schweiz am Sonntag", secondo cui l'inchiesta interessa una dozzina di persone. Oltre alla SECO, nel mirino degli inquirenti è finito anche l'UFAM e l'AFC.
Da parte sua sulla "SonntagsZeitung" l'incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza Hanspeter Thür propone che siano resi pubblici tutti i mandati federali e non solo quelli più importanti.
Il caso è scoppiato giovedì. "Der Bund" e "Tages-Anzeiger" hanno rivelato che un caposervizio della Segreteria di stato dell'economia (SECO) responsabile per determinati sistemi informatici è sospettato di aver assegnato mandati a prezzi gonfiati a un'azienda esterna. In cambio avrebbe ricevuto regali per diverse decine di migliaia di franchi.