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Pakistan: gli Usa riducono la "kill list" dei droni
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L'amministrazione Obama riduce il programma di attacchi con i droni in Pakistan, limitandolo a una breve lista di terroristi di alto livello, tra cui il numero uno di Al Qaida, Ayman al Zawahri. Si tratta di una mossa dettata da questioni logistiche, ma anche dalla necessità di non intralciare il dialogo tra il governo pachistano e i talebani di Tehrek-e-Taliban Pakistan (Ttp), che proprio oggi ha preso il via in un luogo segreto di Islamabad.

La riduzione riflette le rimostranze pachistane e i problemi che la Cia dovrà affrontare alla fine del 2014, quando le forze Usa si ritireranno dal vicino Afghanistan, dove sono di base i micidiali aerei senza pilota, scrive oggi il Wall Street Journal citando fonti dell'amministrazione, di intelligence e militari. La "kill list" della Cia, ovvero la lista degli obiettivi da eliminare, verrà dunque d'ora in avanti gestita in maniera diversa: non sarà più aggiornata con nuovi nomi ogni volta che se ne depenni uno, come avvenuto finora. E questo "ci permetterà di portare a conclusione il programma", ha detto un funzionario citato in forma anonima dal Wsj.

Nella "kill list" c'è una ventina di personalità, tra cui al-Zawahri, che quando Osama bin Laden è stato ucciso da un commando di Navy Seal in Pakistan, nel 2001, ne ha preso il posto alla guida di Al Qaida. Se Zawahri e i suoi fidati luogotenenti vengono eliminati, "di fatto si può chiudere il programma" con i droni, ha detto un alto funzionario Usa. Ma la decisione di rivedere l'uso dei droni in Pakistan è stata anche dettata da una specifica richiesta pachistana, in vista dei colloqui con i talebani del Ttp, secondo quanto hanno rivelato alcune fonti al Washington Post. "Questo è quanto ci hanno chiesto, e noi non abbiamo detto loro di no", ha affermato una delle fonti.

Parole che acquistano ulteriore significato considerando che lo scorso novembre gli attacchi in Pakistan sono stati sospesi dopo che un razzo sparato da un drone ha ucciso uno dei leader talebani pakistani, Hakimullah Mehsud, appena pochi giorni prima che iniziassero dei colloqui di pace tra talebani e governo pachistano, poi cancellati. Una cancellazione di cui il premier Nawaz Sharif ha addossato la responsabilità agli Usa. Tre mesi fa il portavoce del Ttp, Shahidullah Shahid, non aveva esitato a dire che "i talebani non dialogheranno mai con un governo servo degli Stati Uniti e che uccide i nostri capi parlando di pace". Ora l'atmosfera sembra però essere più propizia, forse grazie anche alla nuova politica Usa riguardo all'uso dei droni in Pakistan.

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