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Le controverse pratiche fiscali del gruppo industriale Ammann erano conformi alla legge. È la conclusione a cui sono giunte le competenti autorità del canton Berna. L'azienda, diretta da Johann Schneider-Ammann prima che diventasse consigliere federale, non ha infranto nessuna norma, rende noto lo stesso gruppo in un comunicato odierno.
Negli ultimi giorni la società era finita sotto accusa per aver "parcheggiato" denaro in paradisi fiscali in modo da pagare meno imposte. Ora il fisco bernese ha però concluso l'inchiesta e la Ammann ha pubblicato i risultati. Le autorità non hanno avuto nulla da ridire né sulla tassazione della società né sulle imprese "bucalettere" in Jersey e Lussemburgo, oggi non più esistenti.
Inoltre, non esistono elementi nuovi rispetto ai dati già conosciuti dalle autorità, scrive il gruppo Ammann. Contattato dall'ats, il fisco bernese - tramite la portavoce Yvonne von Kauffungen - ha dichiarato che, come da prassi, non intende rilasciare dichiarazioni.
La vicenda non è tuttavia completamente chiusa. Diverse parti politiche richiedono una seconda indagine indipendente. Le autorità bernesi si sono dichiarate pronte a collaborare in questo senso.