...
Stanno scatenando un putiferio in Romandia i commenti di Christoph Blocher sull'esito della votazione di domenica pubblicate ieri dalla "Basler Zeitung". "I romandi hanno sempre avuto una coscienza nazionale più debole", ha affermato l'ex consigliere federale. E subito è montata l'indignazione.
Per il politico zurighese, "è sempre stato così nella storia della Svizzera. Ci sono quelli che vogliono adattarsi, e altri che lottano per l'indipendenza". Oggi tali dichiarazioni hanno trovato ampio spazio sulla stampa romanda. Il quotidiano "Le Temps", che dedica due pagine intere alla polemica, definisce le asserzioni di Blocher "un affronto inaccettabile".
Secondo il politico zurighese, sostiene il giornale, "i romandi sarebbero degli svizzeri di seconda classe". Ciò è "inqualificabile" e "odioso", afferma l'editoriale che fa notare come Blocher si sia guardato bene dal ricordare che anche Zurigo (il suo cantone), Zugo e Basilea-Città hanno respinto l'iniziativa.
La "Tribune de Genève" si chiede invece con che diritto Blocher metta in dubbio il patriottismo dei romandi. Per il quotidiano il politico zurighese divide la Confederazione in due: da una parte ci sono "i puri e gli autentici" che hanno approvato l'iniziativa dell'UDC e dall'altra "i cittadini di seconda classe, i romandi dunque, che sono solo svizzeri a metà e che hanno votato no".
"Le Temps" ha comunque la sua spiegazione sulle origini dei suoi pregiudizi: "suo nonno Edouard Blocher (1870-1941), teologo e pastore a Zurigo dopo dopo esserlo stato a Sion, era un ammiratore di Bismarck e un fervente pangermanista, adepto delle teorie razziali e xenofobe". Era anche "un sostenitore di una netta separazione tra svizzero-tedeschi e romandi".
Il quotidiano ha anche intervistato una dozzina di politici. Il consigliere di Stato ginevrino Pierre Mauder (PLS) afferma ad esempio che Blocher "ha lasciato cadere la maschera e ha mostrato al Paese che il suo scopo primario è la rivalsa, non gli interessi del paese nel suo insieme". Per Pierre-Yves Maillard (consigliere di Stato vodese per il PS), "questo uomo è l'opposto di un patriota e il suo veleno ideologico rischia di erodere a lungo termine le fondamenta della Svizzera".
Il presidente del governo giurassiano Charles Juillard (PPD) si chiede come può Blocher considerare così i propri compatrioti quando è stato consigliere federale. Il consigliere di Stato di Basilea-Città Christoph Eymann ritiene le asserzioni del politico zurighese "arroganti" e "pericolose" dato che "nuocciono alla coesione nazionale".
Il consigliere di Stato neocastellano Yvan Perrin, appartenente allo stesso partito di Blocher, l'UDC, esprime da parte sua "comprensione" del fatto che le affermazioni possano non piacere."Queste riflettono però solo la visione che può avere la Svizzera tedesca del cosa significhi essere svizzero". Per Perrinil patriottismo è espresso solo in modo diverso: gli Svizzeri tedeschi sono innegabilmente più legati alle tradizioni e ai simboli rispetto ai romandi".