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L'inviato speciale Onu per la Siria Lakhdar Brahimi ha dichiarato oggi concluso l'infruttuoso secondo round di incontri tra regime e opposizioni a Ginevra, affermando che le parti hanno acconsentito a partecipare a un terzo giro di colloqui, per i quali però non è stata fissata nessuna data.
"Penso sia meglio che ogni parte torni a casa, rifletta e assuma la responsabilità di sapere se vuole che questo processo si svolga o no", ha detto Brahimi sottolineando in una conferenza stampa le divergenze che continuano a bloccare le discussioni.
"Penso che abbiamo bisogno anche di discutere con i nostri partner del trilaterale, eventualmente con un incontro tra Ban Ki-moon, John Kerry e Serghiei Lavrov, i ministri degli esteri di Stati Uniti e Russia" ha aggiunto Brahimi. Il mediatore pensa di informare inoltre il P5 (i cinque paesi membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu) e il Consiglio di sicurezza nel suo complesso.
Brahimi ha sottolineato che vi erano speranze che succedesse qualcosa di positivo, soprattutto dopo il piccolo progresso a Homs, con l'evacuazione di oltre un migliaio di civili e l'arrivo di aiuti. C'era la speranza che questo era forse l'inizio dell'uscita da questa crisi orribili. Chiedo scusa ai siriani. In questi due round non li abbiamo aiutati molto, ha concluso Brahimi.