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Dopo il risultato della votazione popolare del 9 febbraio scorso, i negoziati per permettere ai servizi finanzi elvetici l'accesso ai mercati europei si sono fatti più ardui. Lo ha affermato stamane il Segretario di stato per le questioni finanziarie internazionali Jacques de Watteville durante la presentazione del rapporto 2014 sulle questioni finaziarie e fiscali internazionali.
"Il sostegno che potevano attenderci da certi paesi non è più scontato", ha precisato l'alto funzionario - già ambasciatore svizzero a Bruxelles - facendo riferimento all'esito del voto sull'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa.
"La settimana scorsa sono stato a Roma è mi è stato chiaramente detto che non può esservi accesso ai mercati finanziari europei senza la libera circolazione delle persone", ha sottolineato.
In merito ai negoziati fiscali con Roma, Wattewille ha spiegato all'ats che ci sono stati progressi nel dossier e che Berna è sempre disposta a collaborare nell'ambito della presentazione del programma di "voluntary disclosure" (autodenuncia volontaria) da parte delle autorità italiane.
Watteville crede che non dovrebbero esserci cambiamenti in questo programma - che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni - dal momento che gli equilibri politici del futuro esecutivo dovrebbero rimanere inalterati.
Ad ogni modo, si tratta di una questione interna all'Italia. Va detto che il successo di tale programma dipende molto dalla collaborazione elvetica, ha dichiarato.
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