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Il Tribunale penale federale (TPF) di Bellinzona ha condannato oggi a 20 mesi di carcere con la condizionale un 52enne solettese ex dipendente della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), accusato di truffa e altri reati.
L'uomo ha falsificato almeno 35 ordini di pagamento convogliando sui propri conti nell'arco di otto anni circa 330'000 franchi.
Il Ministero pubblico della Confederazione aveva chiesto 21 mesi con la condizionale, oltre a una pena pecuniaria di 2700 franchi e 35'000 franchi di risarcimento, accusando il solettese di truffa, falsità in documenti e riciclaggio. Il tribunale ha confermato la pena pecuniaria, che si tramuterà in una pena detentiva di 90 giorni nel caso di mancato pagamento. Ha tuttavia rinunciato al risarcimento di 35'000 franchi, a causa dei problemi finanziari in cui si dibatte l'ex dipendente. Quale attenuante, gli ha riconosciuto la sua buona disposizione a collaborare con la giustizia e il sincero pentimento.
Secondo il procuratore Peter Lehmann, l'imputato ha dato prova di una grande energia criminale, cominciando le malversazioni contro il datore di lavoro subito dopo essere stato assunto, durante il periodo di prova.
L'uomo ha utilizzato i proventi per migliorare il proprio tenore di vita. Ha ritirato i soldi in contanti da vari conti, usandoli poi per pagare mobilio, ferie, abbigliamento, spese scolastiche, alimenti e imposte.
Le irregolarità sono state scoperte dalla contabilità della SECO nel dicembre del 2010. Secondo l'atto d'accusa l'imputato ha abusato della fiducia dei colleghi in vari modi. A volte emetteva ordini di pagamento per fatture già saldate e modificava il numero di conto. Altre volte redigeva false fatture a nome di ditte inventate, non esitando a falsificare le firme di capiprogetto.
Le cose sono andate avanti fino al giorno in cui un pagamento per un ammontare di 21'500 franchi è stato bloccato ed esaminato a fondo. Nella perquisizione dell'abitazione dell'imputato sono in seguito stati trovati documenti relativi ai conti bancari in questione.