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Sulle colonie ebraiche la Germania di Angela Merkel non fa sconti. La cancelliera tedesca non sosterrà il boicottaggio, ma non si discosta le linee Ue sull'etichettatura dei prodotti che vengono dagli insediamenti. La cancelliera tedesca lo ha confermato al premier Benyamin Netanyhau in un mega vertice a Gerusalemme, a ratifica dei 50 anni di rapporti diplomatici tra i due paesi. Una missione che ha visto la firma di un pacchetto di numerosi accordi economici a partire da quelli sulle tecnologie.
Berlino - ha spiegato Merkel ribadendo di essere una convinta sostenitrice della soluzione 'Due popoli, Due stati' - non è sempre d'accordo "sul tema degli insediamenti. Spero che possiamo superarlo". Al tempo stesso però ha rassicurato Israele: "Non sono - ha detto la cancelliera - a favore di alcun boicottaggio" contro lo stato ebraico.
Un boicottaggio definito da Netanyahu una maniera "non morale" per raggiungere la pace, ammonendo che "ogni tentativo in Europa contro di noi, spingerà Israele verso altri mercati nel mondo. Mercati che sono interessati alla nostra tecnologia". Merkel, che ha sottolineato a chiare lettere che "la Germania sostiene le richieste di sicurezza di Israele in qualsiasi futuro accordo di pace", si è poi augurata di vedere presto risultati nei negoziati. "Entrambi le parti - ha ammonito - devono fare concessioni, anche i palestinesi". Frase colta al volo da Netanyahu: "Sono pronto - ha subito aggiunto - per un accordo che metta fine al conflitto una volta per tutte. Spero sia lo stesso per Abu Mazen".
Poi l'altro tema di rilievo sul tavolo: l'Iran, con la Germania fa parte del gruppo 5+1 che sta trattando con Teheran sul nucleare. Merkel ha ripercorso uno dei temi cari a Netanyahu: la "minaccia non riguarda solo Israele ma anche l'Europa", visto anche le capacità missilistiche del regime degli ayatollah. Per questo ha detto ancora una volta che in quei negoziati sarà ferma nell'impedire che la minaccia diventi reale. Netanyahu poco prima aveva sintetizzato la posizione di Israele: "Credo in zero arricchimento, zero centrifughe e zero plutonio in Iran", ha tuonato denunciando che "l'Iran continua senza sosta la sua ricorsa ad armi nucleari".