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La procura di Ginevra ha aperto un'inchiesta per presunto riciclaggio di denaro sporco nei confronti dell'ex presidente ucraino Viktor Ianukovich e del figlio Alexander. Intanto il Consiglio federale ha deciso di bloccare eventuali averi del padre e del suo più stretto entourage.
Per quel che riguarda l'inchiesta, il procuratore Yves Bertossa e la brigata finanziaria della polizia giudiziaria hanno perquisito i locali di una società del figlio dell'ex presidente, ha indicato la procura in una nota odierna. Documenti sono stati confiscati, ma per il momento non vengono rilasciate ulteriori dichiarazioni.
Secondo l'agenzia di stampa AFP, Alexander Ianukovich, la cui sostanza è stimata in oltre 500 milioni di dollari, possiede a Ginevra la società Mako Trading, specializzata nella vendita di carbone ucraino.
Il Consiglio federale, come anticipato ieri, ha intanto provveduto a bloccare - con effetto immediato - gli averi dell'ex presidente ucraino e del suo entourage. Il governo vuole così evitare ogni rischio di appropriazione indebita dei beni dello Stato ucraino, si legge in un comunicato odierno del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Stessa linea è stata adottata stamane dall'Austria, su richiesta di Kiev.
Il Consiglio federale ha anche vietato la vendita di beni, in particolare immobili, appartenenti alle persone coinvolte. L'obiettivo è impedire che questi averi vengano portati via dalla Svizzera prima di poter essere bloccati mediante il ricorso all'assistenza giudiziaria in collaborazione con le autorità ucraine.
Nelle ultime settimane in Ucraina violenza e disordini hanno causato numerose vittime. Il 22 febbraio il Parlamento ha destituito dalla sua carica il presidente e ha indetto elezioni per il 25 maggio 2014.