...
La Svizzera non è obbligata ad abbandonare la libera circolazione con l'UE per mettere in pratica l'iniziativa dell'UDC "contro l'immigrazione di massa". Lo sostiene Avenir Suisse, che propone in alternativa di fissare un limite globale al saldo migratorio per i prossimi dieci anni.
Si potrebbe ad esempio decidere che entro il 2025 la popolazione residente non superi, a seconda di varianti fissate a livello politico, una soglia fra gli 8,84 e i 9 milioni di persone, hanno affermato i responsabili di Avenir Suisse davanti alla stampa oggi a Zurigo.
Secondo il "think tank" dell'economia, si dovrebbe fare ricorso a dei contingenti soltanto nel caso ci si dovesse accorgere, nel 2021, che la soglia globale non potrà essere rispettata. Questo sistema inciterebbe l'economia a mettere in pratica un sistema di autoregolazione efficace. Esso permetterebbe allo stesso tempo di evitare una rottura degli accordi bilaterali, come pure di ridurre l'immigrazione e di evitare una burocrazia eccessiva.
I valori globali della popolazione residente calcolati da Avenir Suisse presuppongono un saldo positivo delle nascite rispetto ai decessi di 17'000 persone all'anno. Il saldo migratorio potrebbe così raggiungere, a seconda delle varianti scelte, fra le 40'000 e le 55'000 persone l'anno.
Per realizzare il suo piano, Avenir Suisse elenca una serie di misure rivolte sia all'economia che alla politica. Le aziende potrebbero ad esempio venire obbligate a versare in un apposito fondo contributi per l'acquisizione di personale straniero, in modo da favorire l'assunzione di dipendenti svizzeri.
Nel medesimo contesto, Avenir Suisse si dice convinta che "i frontalieri non sono il problema, ma una parte della soluzione". I frontalieri - si legge in una nota - non vanno considerati come popolazione immigrata, perché continuano a vivere nel loro paese e non creano una pressione sugli alloggi, ma soltanto sulle infrastrutture stradali