...
Il leader della protesta anti-governativa thailandese, Suthep Thaugsuban, ha annunciato che da domenica il suo movimento abbandonerà tutti gli accampamenti eretti nel centro di Bangkok da un mese e mezzo, a eccezione di quello del parco Lumpini. L'ex vicepremier ha parlato durante uno degli abituali comizi alla folla di manifestanti, specificando di voler comunque continuare la lotta contro il governo di Yingluck Shinawatra.
La mossa di Suthep rappresenta in sostanza la fine dell'operazione "Bangkok Shutdown" ('paralisi di Bangkok') lanciata lo scorso 13 gennaio, una strategia che ha portato immensi disagi ai residenti della capitale, incidendo pesantemente anche sugli arrivi turistici. Una serie di scaramucce tra fazioni rivali e con le forze dell'ordine, attacchi a colpi di arma da fuoco e anche esplosioni negli accampamenti ha causato finora 21 morti e oltre 700 feriti.
Le proteste - frequentate in particolare dalla classe medio-alta di Bangkok e dai monarchico-nazionalisti del sud - hanno visto nelle ultime settimane una progressiva diminuzione della partecipazione popolare, con accampamenti semi-deserti, ma sorvegliati da un servizio di sicurezza di scagnozzi assoldati da Suthep.
Il movimento anti-governativo - sostenuto dall'élite tradizionale vicina alla monarchia - chiede l'istituzione di un "Consiglio del popolo" nominato dall'alto che sostituisca il governo eletto di Yingluck, che raccoglie i consensi in particolare tra le classi medio-basse nel popoloso nord-est rurale; la premier è ora in carica ad interim, dopo che le elezioni anticipate del 2 febbraio sono state boicottate dall'opposizione e mancano ancora di un risultato ufficiale.
In assenza di negoziati tra i due blocchi di potere, secondo molti analisti la soluzione della crisi è ancora lontana.