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Johann Schneider-Ammann ha incontrato oggi i rappresentanti delle associazioni economiche svizzere per uno scambio di vedute dopo il "sì" popolare all'iniziativa contro l'immigrazione di massa. Durante il colloquio, durato circa tre ore, al consigliere federale è stato espresso l'auspicio che "si possa giungere a una soluzione equilibrata e non burocratica per ristabilire rapidamente tutta la sicurezza necessaria alla progettualità e al successo delle imprese".
Il settore bancario impiega 22'000 persone, delle quali una su cinque proviene da un paese membro dell'UE o dell'AELS, ha ricordato Patrick Odier, Presidente dell'Associazione svizzera dei banchieri (ASB). In Svizzera manca infatti personale qualificato, ha aggiunto.
In una presa di posizione, l'ASB ha chiesto "l'applicazione in tempi brevi dell'iniziativa, per garantire la sicurezza giuridica". L'associazione ha pure invitato il governo a considerare gli stranieri residenti nella Confederazione come gli Svizzeri, per consentire al mercato del lavoro di continuare a funzionare e a tutti i collaboratori delle banche di cercare un impiego senza difficoltà. Per quanto riguarda i frontalieri, l'ASB si augura che vengano trovate soluzioni "efficaci e semplici".
Nel corso della tavola rotonda, Schneider-Ammann ha informato i partecipanti sulle considerazioni del Consiglio federale e i lavori di attuazione intrapresi dai Dipartimenti federali di giustizia e polizia (DFGP), dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e degli affari esteri (DFAE), si legge in una nota del DEFR.
L'incontro odierno è anche "servito alle associazioni economiche per prepararsi a quello tra i vertici delle parti sociali, dei Cantoni, dell'Unione delle città e dell'Associazione dei Comuni, che si terrà il 13 marzo in presenza di Johann Schneider-Ammann e Simonetta Sommaruga, conclude il DEFR.