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"Apriti sesamo": Anker, Hodler e Segantini al Kunstmuseum di Berna
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Albert Anker, Giovanni e Augusto Giacometti, Giovanni Segantini e Félix Vallotton: sono cinque dei 36 artisti, influenzatisi reciprocamente, a cui il Kunstmuseum di Berna dedica la mostra "Apriti Sesamo", che permetterà al visitatore di percorrere la diversità dell'arte figurativa elvetica del diciottesimo e il ventesimo secolo. Complessivamente l'esposizione, che apre i battenti venerdì, ospita 140 opere.

Il "considerevole" patrimonio presentato dal museo d'arte proviene dalla Fondazione per arte, cultura e storia creata dal mecenate zurighese Bruno Stefanini nel 1980.

All'entrata della mostra si trova un suo ritratto in bronzo, eseguito da Hans Jörg Limbach nel 1975: Bruno Stefanini, nato nel 1924 a Winterthur (ZH), ha raccolto in 50 anni oltre 8'000 opere d'arte e oggetti che hanno portato all'allestimento della più grande mostra di arte e storia svizzera, ha detto in una conferenza stampa il direttore del Kunstmuseum Matthias Frehner.

Parte dell'"immenso e preziosissimo patrimonio" della Fondazione sarà accessibile al pubblico fino al 24 agosto in quella che vuole essere una mostra tematica, e non cronologica, che intende offrire un "viaggio appassionante attraverso la storia dell'arte svizzera".

Passando dal dipinto "Insegna per una salumeria" (1880) di Giovanni Segantini, alla "Sera d'inverno" (1905/1906) di Giovanni Giacometti, al "Dado di Paradiso" (1910) di Augusto Giacometti, in cui emergono caratteristiche hodleriane, il museo permette di dare uno sguardo al "tesoro" raccolto da Stefanini e di capire i "processi che si celano dietro l'arte svizzera", ha aggiunto Frehner.

La struttura del percorso tematico rispecchia i desideri del collezionista di Winterthur, per il quale soprattutto l'aspetto emozionale è fondamentale in un'opera. Oltre ai temi classici - come storia, ritratto, paesaggio e genere - nell'esposizione sono da ammirare anche singoli rappresentanti dei diversi movimenti artistici, come ad esempio Johann Heinrich Füssli e Arnold Böcklin, precursori del simbolismo svizzero.

Peculiarità della raccolta di Bruno Stefanini è la presenza, oltre ai dipinti, di lettere, libri contenenti schizzi e progetti, oggetti di vario tipo e sculture, che permettono di illustrare in modo puntuale e completo l'evoluzione del processo che porta dall'idea al prodotto artistico finale.

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