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Tutto quello che succede in Crimea e nell'est dell'Ucraina ha una "genesi interna" e non ha "nulla a che vedere con la Federazione Russa": lo ha detto Dmitri Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin, in un'intervista tv che uscirà domenica ma di cui le agenzie hanno diffuso un'anticipazione.
"Quello che succede nell'est dell'Ucraina e in Crimea non ha nulla a che fare con la Federazione Russa. Sono processi non artificiali né tanto meno processi frutto di qualche azione della Russia", ha sostenuto. "Anzi, la Russia è un paese al quale si chiede aiuto, e come ha detto giustamente Putin, la Russia è un paese che in alcun modo può lasciare senza attenzione questi processi, la cui genesi però sta dentro l'Ucraina".
Peskov ha quindi definito quanto sta capitando attualmente "in Ucraina e attorno all'Ucraina", riferendosi alle azioni dell'Occidente, "un trionfo dell'illegalità, del cinismo, del collasso del diritto internazionale e dei doppi standard".
"I nostri partner occidentali hanno riconosciuto legittimi coloro che oggi si chiamano dirigenti dell'Ucraina nonostante il fatto che questa gente è arrivata al potere sostenuta da personaggi che hanno fatto un golpe o una rivolta con l'uso della forza", ha detto Peskov.
"Quello che ci rincresce in particolare è che nonostante tutti i tentativi del nostro presidente, la sua prontezza quotidiana di chiarire la posizione russa, ci imbattiamo in un muro di incomprensione. E questo è molto triste", ha ancora affermato Peskov, riferendosi alle reazioni dell'Occidente.
Intanto la delegazione di atleti ucraini ha deciso di non boicottare i Giochi paralimpici di Sochi che verranno inaugurati stasera alla presenza di Putin. "Ma se succede quello che noi tutti temiamo, lasceremo i giochi", ha detto il capo del comitato paralimpico ucraino Valeri Sushkevich in una conferenza stampa.
La squadra paralimpica ucraina resta ai giochi di Sochi "per la pace nel nostro paese", ha detto Sushkevich. "Restiamo per i giochi e ci vogliamo esibire per la pace nel nostro paese. Non si può iniziare una guerra durante le Paralimpiadi. Spero che la nazionale possa ottenere un risultato degno, ma se succede quello che noi tutti temiamo, noi lasceremo i giochi. Spero che tutti mi abbiano sentito", ha detto.
Le Paralimpiadi sono invece state boicottate dalle delegazioni governative di Usa, Gran Bretagna, Norvegia e Finlandia, secondo quanto riferisce il presidente del comitato paralimpico internazionale, Philip Craven. Anche Parigi ha annunciato che per la Francia ci saranno solo gli atleti.