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Clima di tensione e grande incertezza in El Salvador dopo le elezioni presidenziali di ieri. Secondo i risultati preliminari, Salvador Sanchez Ceren, candidato degli ex guerriglieri del Fronte Farabundo Marti per la liberazione nazionale (Fmln, al potere), si è imposto per un soffio su Norman Quijano, ex sindaco della capitale e rappresentante dell'Alleanza repubblicana nazionalista (Arena).
Scrutinato il 96,9% dei voti, Sanchez Ceren ha il 50,15% delle preferenze a fronte del 49,85% di Quijano, scarto equivalente a circa 8 mila voti. Gli elettori chiamati a votare sono stati poco meno di 5 milioni. In un duro discorso nella notte ai suoi simpatizzanti, Quijano ha sottolineato che l'Arena "è deciso a difendere la vittoria anche con la vita. Non permetteremo i brogli di tipo 'chavista' e 'Madurista' del Venezuela". Prima dell'intervento, il sindaco di San Salvador aveva festeggiato la vittoria insieme ai suoi simpatizzanti. E lo stesso aveva d'altra parte fatto anche Sanchez Ceren.
Poco prima, il presidente del Tribunale supremo elettorale, Eugenio Chicas, aveva chiaramente invitato i due a non proclamarsi vincitore. "I margini sono molto stretti", aveva spiegato Chicas, chiedendo "pazienza" e rinviando l'annuncio del nome del prossimo presidente alle prossime ore, dopo un conteggio definitivo.
Gli ultimi sondaggi diffusi nei giorni scorsi davano a Sanchez Seren in chiaro vantaggio (fra 10 e 18 punti), anche sulla scia dei risultati del primo turno delle presidenziali (48,93% contro 38,96%), lo scorso 2 febbraio.