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Le persone che sono state incarcerate o internate abusivamente in istituti su decisione delle attività amministrative meritano di essere riabilitate. Dopo il Nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha approvato oggi all'unanimità l'istituzione di una nuova legge ad hoc che chiede uno studio scientifico del fenomeno. Ogni risarcimento finanziario viene però escluso. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per una divergenza minore.
Se in Consiglio nazionale l'UDC si era opposta alla legge, oggi nessuno ha criticato il testo, nato da un'iniziativa parlamentare dell'allora consigliere nazionale (oggi "senatore") Paul Rechsteiner (PS/SG). Questa riabilitazione è un primo passo, altri dovranno seguire, ha dichiarato la consigliera federale Simonetta Sommaruga.
Fino al 1981 - ha spiegato Stefan Engler (PPD/GR) a nome della commissione - in Svizzera le autorità tutorie hanno collocato molte persone - in gran parte giovani - in diversi penitenziari e istituti educativi a causa dello loro "condotta dissoluta", "sregolatezza", "alcoolismo" o per motivi analoghi. Questo avveniva semplicemente attraverso un atto amministrativo, senza una procedura giudiziaria e senza che gli interessati potessero chiedere a un giudice il riesame delle misure educative.
Come conseguenza diversi individui vennero emarginati, discriminati e stigmatizzati a vita per essere stati in carcere: tutto questo senza peraltro aver mai commesso alcun reato, ha sottolineato Paul Rechsteiner. L'autore dell'iniziativa parlamentare all'origine della legge ha elogiato il coraggio degli interessati - alcuni dei quali erano presenti nella tribuna del Consiglio degli Stati - che hanno osato battersi pubblicamente per il riconoscimento dei torti subiti.
Oltre a riconoscere il danno, la nuova "Legge federale sulla riabilitazione delle persone internate sulla base di una decisione amministrativa" chiede al governo di istituire una commissione di esperti indipendente che provveda alla "rielaborazione scientifica" di quanto accaduto. I risultati dovranno poi essere pubblicati.
Altro dispositivo previsto dalla legge: la consultazione gratuita, per le persone coinvolte e i loro famigliari, degli atti che li riguardano. Uno specifico articolo esclude comunque ogni pretesa finanziaria da parte delle vittime. L'assenza oggi di un risarcimento, non impedisce di introdurlo in un secondo tempo, ha spiegato Simonetta Sommaruga. Questo dovrebbe essere a carico di Cantoni, Comuni, Chiese e istituzioni private. Un risarcimento statale è stato volutamente scartato per evitare il fallimento del progetto, ha ammesso lo stesso Rechsteiner.
Un fondo di solidarietà - di 7-8 milioni di franchi - dovrebbe comunque presto essere creato per coloro che si trovano in una situazione di emergenza. Intervenendo su questo aspetto, Claude Janiak (PS/BL) ha denunciato l'atteggiamento dell'Unione svizzera dei contadini che ha già dichiarato di non voler partecipare a tale fondo. A suo avviso, numerose famiglie contadine cui vennero affidati i giovani li costrinsero a dure condizioni di lavoro, beneficiando anche di soldi per la loro custodia.
Il Consiglio degli Stati ha infine deciso di cancellare l'articolo che prevede un termine di protezione dei dossier di 80 anni. Secondo i "senatori", le leggi attuali sull'archiviazione, che prevedono termini più brevi, sono ampiamente sufficienti. Su questa divergenza, il Nazionale si pronuncerà domani.