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In un discorso al parlamento, il presidente Vladimir Putin ha ribadito che il referendum della Crimea per l'adesione alla Russia si è svolto nel pieno rispetto del diritto internazionale e che l'esito è "del tutto convincente". "Siamo qui per una vicenda vitale, storica", ha aggiunto, parlando della Crimea come di una parte "inalienabile della Russia".
"Nazionalisti, neonazisti e antisemiti hanno organizzato un colpo di Stato in Ucraina. In quel paese non esiste un potere legittimo. Coloro che guidano quel paese sono usurpatori", ha affermato il capo del Cremlino. "Abbandonare il popolo della Crimea al suo destino sarebbe stato un tradimento".
Putin ha anche detto che il trasferimento della Crimea all'Ucraina fu frutto di "grosse violazioni" e fu deciso "dietro le quinte" in uno "stato totalitario", mettendo la gente di fronte al fatto compiuto.
"Saranno tre le lingue ufficiali della Crimea: russo, ucraino e tataro".